Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta
By: Giuseppe Cocco
Language: it
Categories: Society, Culture, Places, Travel, Arts, Food, Personal
PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
Episodes
Sybaris, Corigliano da «Calabria Felix» di Dominique-Vivant Denon
Jan 09, 2026Partimmo da Casalnuovo per venire a cercare i resti di Sibari e Thurium.
Percorremmo tutti i terreni dei dintorni e giungemmo nel magnifico recinto di bufali del marchese della Serra.
Chiedemmo invano alle nostre guide e alla gente del paese, di indicarci questi ruderi.
Risalimmo a Terranuova dove attraversammo il Sibari su un ponte di legno, il cui pedaggio si costò più di quanto valesse il ponte.
Scendemmo cercando sempre rovine tra i due fiumi e attraversando il Crati di fronte a Corigliano.
Luoghi narranti narrati e citati: Casalnuovo - Sibari - Te...
Da Policoro a Casalnuovo da «Calabria Felix» di Dominique-Vivant Denon
Jan 09, 2026Lasciammo Anglona e penetrammo in un bosco superbo, riconosciuto già nell'antichità come una foresta sacra di cui ha conservato tutte le caratteristiche, molto simile all'idea che ci facciamo del santuario dei nostri Druidi.
Querce secolari, circondate da una gran varietà di piante parassitarie che ne abbelliscono il tronco, sono abitate da ogni tipo di selvaggina: cinghiali, cervi, caprioli, e soprattutto molte martore.
Questo bosco ci portò in riva al Siris che attraversammo agguato su dei bufali che ci aspettavano; e alla foce di questo fiume che era situata la città di Siris, appartenuta ai Sibariti e distrutta dai Tarant...
Sindaci e commissari: 3.135 poveri sono troppi da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 09, 20263.135 poveri sono troppi per un paese di circa 12.000 abitanti; ma son poveri, come si dice, ritirati, non rovesciano le strade lo spettacolo della loro miseria, in silenzio la soffrono, solo tre o quattro mendicanti tessono le strade, e forse sono quelli che meno hanno bisogno, il mendicare è come un vizio.
Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Le parrocchie di Regalpetra» https://penisolabella.blogspot.com/2025/12/le-parrocchie-di-regalpetra-di-leonardo.html
Regalpetra, si capisce, non esiste: "ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è puramente casuale". Esistono in Sicilia...
Sindaci e commissari: L'Ente Comunale di Assistenza da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 09, 2026L'Ente Comunale di Assistenza paga a 925 poveri un assegno mensile di 764 lire.
Il presidente, che è un giovane democristiano candidamente convinto che tutto ciò che Fanfani dice contro le cricche e il profittantismo è possibile cominciare ad attuarlo a Regalpetra, mi dice che andrebbero diritto all'assistenza 3.135 persone, un buon quarto della popolazione, ma i soldi mancano, e poi le 764 lire al mese niente risolvono, così pare a noi, ma certo che è diverso per il povero che almeno per un giorno si trova in mano 764 lire, per tutto il mese aspetta quel giorno.
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Epilogo: Corse e fuochi e un Canto d'Addio da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 08, 202625 giugno 1591. Sera
Nulla mi darà maggior piacere, nel mio incerto futuro, che ricordarmi dei buoni amici e dei dolci allievi.
Essi, sino all'ultimo ho avuto accanto e i saluti sono stati abbracci e una gran festa d'addio nella terrazza di sole.
Tutti con me, per questi tre giorni interi, da non staccarsi un attimo, e Don Virgilio è ora in cortile a dare ordini perché la cassa sia ben sistemata, perché si strigli e selli il miglior cavallo.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Piazza di Santa Maria Novella - Porta al Prato...
San Marco e poi un Opificio, ad ammirar l'arte del complesso fiorentino da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 08, 202631 maggio 1591. Mattina
Non dovrei soffrire così, or che m’appresto a lasciare questa città.
Non dovrei perché il mio cuore aveva sete di una tanto generosa proposta, e l'ha avuta, e di tali bellezze goduto fino a vederle straripar dalla coppa.
Tutto è stato donato, e inaspettato, fino a un amore impetuoso e felice, notti al fianco di un angelo sopra a un letto di cielo, giorni al conforto di amici e ovunque in Firenze, e sempre io seppi, sin dalla partenza, che il tempo mio fiorentino era in una clessidra di sabbia da non potersi rigirare, granell...
Canti un po' segreti, Orsanmichele e lo scoppio del carro da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 08, 202623 aprile 1591. Sera
Stasera son gonfio di festa, me lo lasciai sfuggire, ieri, che al mio risveglio, d’anni ne avrei contati fino a ventisette!
Allora oggi gli amici mi hanno rubato presto alla lezione e imbandito lauto pranzo all'Osteria del Fico, nel Chiasso Angolanti, vicino alla Piazza del Duomo, dove mai si rimaneva col bicchiere vuoto e neppure mezzo, i piatti sempre colmi di fagioli lessi all'olio, tortelli, pasticci di verdure e una favolosa torta agrumata!
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Chiasso Angolanti (oggi Via del Campanile) - Piazza del Duomo - P...
Il Circolo della Concordia (capitolo completo) da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 06, 202619 - Il Circolo della Concordia: prima dei nobili
20 - Il Circolo della Concordia: dà sindaci al Comune
21 - Il Circolo della Concordia: i soci e le donne
22 - Il Circolo della Concordia: don Ferdinando
23 - Il Circolo della Concordia: don Ferdinando contro la DC
24 - Il Circolo della Concordia: nessuno dei don è ricco
25 - Il Circolo della Concordia: la fame intellettuale dei galantuomini
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Re...
Il Circolo della Concordia: la fame intellettuale dei galantuomini da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 06, 2026Alla fame intellettuale del galantuomo basta «La Domenica del Corriere»; ma in questi ultimi tempi hanno guadagnato terreno «Oggi» e il «Reader's Digest».
La lettura di due o tre libri restano le fatiche memorabili di tutta una vita: la più recente fatica riguarda “Navi e poltrone” di Trissino.
Per quanto riguarda l'arte, le esclamazioni - questo sì che è un artista! Altro che Picasso! - lanciate di fronte a una riproduzione di una scultura di Canonica o di un quadro di Annigoni non ci sorprendono; e “La tunica” resta, naturalmente, il più bel film del mondo.
Se VUOI puoi clicca...
Il Circolo della Concordia: nessuno dei don è ricco da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 06, 2026Nessuno di questi don è ricco, i ricchi si trovano nel Circolo del Mutuo Soccorso, una società operaia che è venuta trasformandosi, ora ci sono commercianti e industriali del sale; il più ricco dei don non possiede più di dieci salme di terra. Ma i soci del circolo della concordia continua ad essere «il sale della terra».
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Regalpetra, si capisce, non esiste: "ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è p...
La Cittadella e una Basilica per un originale capodanno da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 06, 202625 marzo 1591. Sera
Ci sono più cose in questa terra di Firenze, di quanto io abbia anche solo potuto sognarne, è un mare senza mare e che del mare non ha bisogno perché è già verde e azzurro, è onde ricche di spuma e scrigni preziosi, è uragano di bellezza che mi piove di ora in ora, e tempesta di tradizioni, ogni luogo sa farsi tanti luoghi che brillavano di ricchezze e più io ne prendo più mi pare di essa me ne doni.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Ponte alla Carraia - La Cittadella (oggi Fortezza da Basso...
Palazzo Davanzati e Palazzo Strozzi. Il Palagio di Parte Guelfa da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 06, 202614 marzo 1591. Pomeriggio
Adesso è certo, Firenze mi ha contagiato di bellezza.
Sono piombato in una febbre altissima dalla quale non voglio più guarire!
È come se io qui possedessi più parole, e scrivo, mi faccio attore principale, mi guardo intorno e uso, senza dialogare, o forse è questo scritto, un dialogo.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Via dello Sdrucciolo de’ Pitti - Ponte di Santa Trinita - Via Porta Rossa - Palazzo Davanzati - Palagio di Parte Guelfa - Palazzo Strozzi
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Insieme, per le vie e nella piazza: il gioco del calcio fiorentino da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 05, 202627 febbraio 1591. Notte
La concupiscenza inganna la prudenza, e invero io ogni notte tra le sue lenzuola, che caste conobbi e di vermiglio segnai, m’avvolgo mentre lei m’avvolge, e silenziosi siamo, perché padre madre a un salto di corridoio hanno la stanza, e il loro respiro è sì tanto vicino che quasi pare a noi udirlo.
Eppure non ci fermiamo, né io mi sono fermato ieri, quando da lei più pretesi e pretesi, a me vicina anche fuori, anche tra la gente.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Proconsolo (oggi via del) - Via dell...
I "Buon Briganti", amori, letteratura e poi una prigione da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 05, 20261 gennaio 1591. Pomeriggio
Sono tanto avanti giunto nelle emozioni, che mi riesce ormai quasi impossibile ritornare i pensieri della mia casa di Stratford, della mia famiglia, dei miei doveri, e se essi, in rari istanti, accecano come il primo lampo di tempesta, immediati svaniscono passandomi sul capo come nuvole d'agosto.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Ponte Vecchio - Mercato Vecchio - Casa di Dante - Chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi - Badia Fiorentina - Palazzo Vecchio - Bargello
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Il Circolo della Concordia: don Ferdinando contro la DC da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 05, 2026Contro la DC che, ci tiene a dirlo, non gli ha fatto niente di male, Don Ferdinando ha un vocabolario tutt'altro che castigato: e a noi non conviene trascrivere quelle sue espressioni in cui certe parti del corpo umano che meno amiamo nominare entrano a far giuoco assoluto, a momenti addirittura surreale.
Di solito gli argomenti si svolgono e succedono secondo questo oratorio: dalle undici alle tredici, il fascismo la guerra la Germania che risorge; dalle diciassette alle diciannove, le donne; dalle diciannove in poi i contributi unificati la DC il governo.
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Il Circolo della Concordia: don Ferdinando da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 05, 2026Se, nei discorsi che sulle donne si accendono, ogni giorno gli stessi episodi, con restauri ed aggiunte di poca entità, don Ferdinando piglia coscienza, per qualche maldestra frase, che i giovani stanno sfottendolo, subito cambia umore e argomento.
Siete buoni solo a fare questi discorsi - dice - andatevene a fare un concorso, piuttosto, e vi vedrò cadere come le pere marce; sì, al concorso vi voglio, tu e tu e tu - indica quelli che già in qualche concorso sono stati bocciati - una vampata vi fanno fare ai concorsi; a 25 a 30 anni, se vostro padre non vi mett...
Il Circolo della Concordia: i soci e le donne da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 04, 2026Dopo la politica, scelta di cui molti soci del circolo si sentono al vertice, e fanno previsioni che, verificandosi poi fatti esattamente opposti, si possono considerare attendibilissime; dopo la politica, le donne.
I giovani apposta tirano fuori discorsi sulle donne, fingono malinconia considerando chi per l'età più non le può godere.
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Regalpetra, si capisce, non esiste: "ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è puramente casuale". Esistono in...
Gli Uffizi, il Teatro Mediceo e il Corridoio Vasariano da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 04, 202626 dicembre 1590. Mattina
L'amore è una fiamma di un respiro che ingoia altrui respiro, è onda che l'altra copre e inonda, gioia che insegue e premere, e ben lo so io che l'amore ho incontrato, che l'amor vivo, che l'amor possiedo.
Viola è in me e con me anche quando il sipario delle tenebre si chiude e lascio la sua stanza spoglia, nascosta, per tornare al lusso di Pitti e al mio lavoro.
Ne sento la voce, il suo corpo al mio stretto, lisce le gambe e gli occhi chiusi, capelli sparsi sopra il bianco guanciale.
Così la vedo in tu...
Un'osteria, una viola e novantasette minchiate da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 04, 20261 dicembre 1590. Mattina
Guardo questa aurora, che sboccia improvvisa mentre sono col pennino sul chiudere del mio teatro immaginato.
È avvolta nel suo letto di rose, sfiora col piede le rugiade su per l'alta collina di levante annunciando la vittoria del nuovo giorno, ma a me resta ancora da dire e lo farò mentre i raggi arancio oscillano baldanzosi tra i membri scuri, e già s’odono i rumori piazzaioli delle brigate plebee.
C'è, nelle cose umane, una marea che colta al flusso porta all'apice del desiderio, ti freme tra le ciglia, avvampandoti i sensi, umiliano la ragione.
Il Teatro della Baldracca con "Aminta" e il Palazzo de' Bardi con "la Cicalata" da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 02, 202630 novembre 1590. Notte
Dolce è la notte, che trova il tempo di fantasticherie vaganti, punti di stelle e confessioni compensatrici.
A lei posso far le mie, perché ha orecchio proclive e accogliente, e perché proprio questa giunge dopo momenti a cui debbo essere grato come mai forse a nulla, forse a nessuno.
Ebbene sì, notte, prendi tu questo mio segreto, custodiscilo nel tuo scrigno silenzioso, fino a che il fatale corso della vita renderà giusto il momento di svelarlo al mondo!
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Ponte Vecchio - Osteria di Baldracca (oggi P...
Il Circolo della Concordia: dà sindaci al Comune da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 02, 2026Oltre che del decoro in quasi un secolo di vita, il Circolo della Concordia gode della gloriosa tradizione di dare sindaci al comune, una volta sola sembrò pericolante la tradizione, ma la persona chiamata alla carica di sindaco, il secondo sindaco dopo la Liberazione, subito fece domanda di ammissione al Circolo.
Sindaci podestà e gerarchi di ogni specie.
Ebbe anche l'onore di annoverare tra i soci un agente retribuito dell'Ovra, che per la verità avrebbe potuto far più danno della grandine, invece non fece mai quello che per i soldi che gli davano avrebbe dovuto fare, non lo fece...
Il Circolo della Concordia: prima dei nobili da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Jan 01, 2026Questo, prima denominato dei Nobili poi della Concordia poi Dopolavoro 3 gennaio, sotto l’AMG sede della Democrazia Sociale (il primo partito apparso in questa zona della Sicilia all'arrivo degli americani e dagli americani protetto) e infine ribattezzato della Concordia, pare sia stato fondato prima del ‘66, se appunto nel '66 la popolazione, infuriata contro le sabaude leve, istintivamente trovando un certo rapporto tra la leva che toglieva i figli e i nobili che se ne stavano al circolo, molto volenterosamente vi appiccò il fuoco; ma pare ne ricevessero danno soltanto i mobili, le persone si erano squagliate al primo avviso, le sale...
Duration: 00:11:05Due basiliche, indimenticabili profumi e ancora una residenza da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 01, 20265 novembre 1590. Pomeriggio
L'abitudine è un insensibile quanto meravigliosa potenza, fa presto a prender piede e ognuna, scordando la precedente, dà sempre alla nuova gradevole aspetto.
Ora che l'estate è ormai andata e sono così lontane le ore tarde, sonnolente di sole, provo straordinario piacere, di ritorno dalle mie passeggiate, ad avvicinare le membra intirizzite ai grandi camini accesi a Palazzo.
Ve n'è uno anche nella mia stanza, il crepitio dei ciocchi pare farmi compagnia in questo pomeriggio ancora giovane, ma che già s’allunga nelle ombre della sera.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Basilic...
Il Duomo, il Battistero, il campanile e la "Malvasia" da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Jan 01, 202626 Settembre 1590. Pomeriggio
Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio.
I più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia.
Perciò, dopo aver goduto della bella mattinata alla fierucola, dove passeggiammo tra l'odore penetrante del caso e quello delicato della frutta, chiese d’attendere qualche giorno, prima di godere dei nuovi squisiti piaceri che la città mi teneva in serbo come misteriosa epistola d'amore.
Luoghi narranti narrati o citati...
Breve cronaca del regime (completo) da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 31, 202512 - Breve cronaca del regime: il ritratto di Matteotti
13 - Breve cronaca del regime: finite le elementari andai dal sarto
14 - Breve cronaca del regime: passai un mese alla zolfara
15 - Breve cronaca del regime: i convegni del Guf
16 - Breve cronaca del regime: i miei sentivano radio Londra
17 - Breve cronaca del regime: i manifesti che ricordavano i Vespri
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Regalpetra, si capisce, non e...
Breve cronaca del regime: i manifesti che ricordavano i Vespri da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 31, 2025Accanto ai manifesti che ricordavano ai siciliani i Vespri e li invitavano a un nuovo Vespro tra la sabbia e il mare, dove secondo Mussolini le truppe di invasione si sarebbero arrestate, altri ne comparvero più piccoli e meno vistosi: e siciliani che vi incollarono gli occhi a leggerli e a rileggerli, tanto parevano incredibili, appresero che gli italiani erano pronti a difendere i siciliani, e che non c'era niente da temere, tutto era saldo lubrificato pronto allo scatto.
Il programma era firmato dal generale Roatta.
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Breve cronaca del regime: i miei sentivano radio Londra da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 31, 2025Spesso andavo al mio paese per rifornirmi di pane.
Tra Serradifalco e San Cataldo, lungo la ferrovia, era accampata la divisione Goering.
I ferrovieri ci invitavano ad abbassare le tendine punto.
Dalle fessure i viaggiatori guardavano con odio quegli uomini biondi che si muovevano tra gli alberi a torso nudo.
Ormai senza preoccupazioni si imprecava, si raccontavano le barzellette.
Anche tra i fascisti, i furbi avevano sentito aria di sgombero: e ammiccavano d'intesa ai vecchi antifascisti.
Ampie scappellate, di quelle all'antica, salutavano ora il passaggio dell'onorevole Guerrieri-Averna, uno di quelli dell'Aventino.
Da anni l...
La bettola del Machiavelli e la Piazza della Nunziata. Tradizioni fiorentine da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 31, 202510 Settembre 1590. Mattinata
Alla giovane età, ben si addice lo studio non meno la leggera spensieratezza, e in Firenze mi è dato godere entrambi nella giusta misura così che, quanto di dolce o gioioso io viva, non diventi ordinario e perde il suo delizioso diletto.
Il perfetto equilibrio, come in natura, con l'alternarsi di stagione, mattine di sole e pioggia, luce seguita da tenebre è sempre tenebre seguite da luce, e nel corpo delle donne, il largo dei fianchi contro lo stretto accogliente del luogo del piacere.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze - Borgo San Jacop...
Una stanza in Piazza de' Peruzzi: l'Accademia della Crusca da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 30, 202531 Agosto 1590. Sera
Fortuna, lei ma sorriso ancora, e così diretta da preciso arco e a me giunta, che potrei contarle le stelle col colore di quanto più amo e bramo.
Parole, tanto nuove, rotonde e ricche: tramoggia, frullone, stravizzo, stacciato.
Colui che mi leggesse e le leggesse, si esprimerebbe qui in certo stupore, domanderebbe, e dunque io racconto e rispondo benché nessuno mi stia leggendo, né domandando.
Questa città è arte tutta, fino anche nello scritto, e pur lì ricerca il bello ed il perfetto.
Il fior né coglie.Un motto questo, tratto dal Petrarca, simbolo...
Breve cronaca del regime: i convegni del Guf da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 29, 2025I convegni del Guf erano un divertimento particolare.
Il gioco era apparentemente rischioso, in realtà estremamente facile e comodo.
C. aveva poi il gusto della beffa.
Era capace di citare in un convegno un discorso di Dimitrov dicendo che era di Bottai, far dire a Mussolini cose che aveva detto Stalin e a Starace frasi dell'ultimo discorso di Roosevelt.
Andava bene. Ci beccavamo dei premi, persino.
Il federale era fiero della gioventù studiosa che forgiava i nuovi destini della patria immortale.
Luoghi narranti narrati o citati: Caltanissetta
Se VUO...
Breve cronaca del regime: passai un mese alla zolfara da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 28, 2025Ero stucco di stare ad apprendere l'arte del sarto.
Mi venne l'idea che avrei potuto farcela a studiare.
Feci l'esame di ammissione, fui promosso.
E per un mese me ne andai da mio padre, che era impiegato in una zolfara.
Mi piaceva l'odore dello zolfo, me ne stavo in giro tra gli operai, guardavo lo zolfo scolare come olio dai forni, si rapprendeva dentro le forme, le balate gialle venivano poi caricate nei vagoncini, fino alla piccola stazione tra gli eucalipti.
Ogni sera guardavo salire il trenino, strideva ingranando nella cremagliera; mi incantavano i suoi t...
Dalla Piazza de' Signori al grande Convento delle Murate da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 28, 202513 Agosto. Ancora notte
Vi sarà giornata più ricca di quella da me vissuta ieri?
Forse sì, non posso ora dirlo, perché il tempo da vivere qui è lungo e le meraviglie si sono susseguite così innumerevoli e intense da non lasciarmi quasi respiro: l'occhio non va a riaversi dall'una, che immediata l'altra l’afferra.
Neppure le quotidiane, soddisfacenti ore trascorse nello studio di Palazzo con i miei allievi, a insegnar loro l'inglese e il teatro, possono riposarmi da ciò che è tumulto d'incanti, perché vivo a Pitti, residenza granducale a cui le Altezze non hanno voluto cambiare il nome, da qu...
Alla Basilica di San Miniato al Monte da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 28, 202513 Agosto 1590. Notte
L'alba è ancor lontana mentre qui ascolto i silenzi dell'oscurità e, vivido, il fascino fiorentino mi torna e m’ammanta, splendendo nelle ombre del buio quanto gemma su velluti neri.
Non so cedere al sonno, no, ogni ricordo di quanto vissuto in questi giorni si impiglia tra le ciglia a smuoverle, lievi, come leggiadre dita di fanciulla le corde di un salterio.
Ma se in tempo futuro qualcuno leggerà le mie righe, dirà di un Poeta che troppo si indugiava nel narrar tale ricordi, e allora, veloce, intingo al calamaio per raccontare della cima dove mi tro...
Breve cronaca del regime: finite le elementari andai dal sarto da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 28, 2025Finite le elementari, non volevo saperne di continuare le scuole, me ne andai dal sarto.
Non potevo immaginare si potesse vivere senza il fascismo.
Sapevo che c'erano dei sovversivi, gente che non lo voleva: sentivo parlare di un muratore e di un sellaio, erano socialisti, li mettevano dentro per due o tre giorni e poi li rilasciavano.
Passò Farinacci, il muratore e il sellaio se ne stettero un paio di giorni in camera di sicurezza.
Luoghi narranti narrati o citati: Caltanissetta
Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui so...
Breve cronaca del regime: il ritratto di Matteotti da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 23, 2025Un cugino di mio padre ci portò in casa il ritratto di Matteotti.
Io abitavo con le zie, erano tre sorelle, due di loro non uscivano mai di casa e spesso ricevevano visite di parenti.
Mio nonno era paralitico: lo ricordo seduto vicino al balcone, il bastone in mano che gli serviva per chiamare, battendolo a terra con impazienza, il decotto di foglie di sena o il caffè latte o soltanto per chiedere chi fosse quel tale che passava.
Tra i piedi gli stava un gatto rosso che io chiamavo Gesuele perché mi pareva somigliasse a un tale...
Una vacanza alle ville di campagna da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 23, 202525 luglio 1590. Mattina
Ogni fine di un vedere è solo l'inizio di un altro, come corda che si tende e poi si fa cerchio e non v’è pietra che non parli d'Arte, non v’è strada o campagna o persino borgo che circondi Firenze, incapace di deliziare lo sguardo.
Due settimane orsono, siamo usciti dalla città.
La carrozza era arricchita da tende spesse e io riposavo pur fremendo d'attesa: le Ville di campagna delle Altezze Reali, da una all'altra, che fossero per noi oasi di quiete estiva.
Questa volta avevo accanto accanto i miei due nobili allievi Maria e Antonio...
Ponti di fiume e strade, fino ai mercati e ad un'osteria da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 23, 20258 luglio 1590. Mattino
Ho appena spento la candela, la notte si ritira mentre il sole giunge a piena vela su questo oceano di fascino fiorentino che continua a deliziarmi, a rallegrarmi il cuore.
Tentazione soavissima, anche quando tengo le mie lezioni e ogni finestra è terrazza attira lo sguardo, benché ormai da tutte io conosca le vedute.
Diversi giorni orsono, all'arrivo in città, scrissi di aver portato a termine il mio viaggio, ma v’era grande errore in queste parole.
Fui preso dall'entusiasmo, forse, o perché ancora non sapevo che il viaggio vero, quello che mostra leggiadrie tali d...
La storia di Regalpetra (completa) da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 22, 20252 - La chiesa del Carmine
3 - Il Conte del Carretto
4 - Nell'anno 998
5 - Nel 1645
6 - Nel 1819
7 - Il Dizionario geografico del 1819
8 - Passarono i garibaldini
9 - La mafia entrò nel gioco elettorale
10 - Dopo il declino dei Lascuda
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Regalpetra, si capisce, non esiste: "ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è puramente casuale". Esistono in Sicilia tanti paesi che a Regalp...
Storia di Regalpetra: dopo il declino dei Lascuda da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 22, 2025Dopo il declino dei Lascuda si formarono due fazioni guidate da professionisti, dominavano i medici, perché allora diversa era la professione del medico, a Regalpetra dico; questa professione non poteva esercitarla che un benestante, il medico si pagava a Natale col regalo del cappone, dunque sicura anche nel senso letterale era la clientela.
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Regalpetra, si capisce, non esiste: "ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è puramente casuale...
Pranzo a Palazzo, nuovi amici e una scena teatrale da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 21, 202528 giugno 1590. Notte
Sei tu, Firenze, che ancora, difesa dalle tenebre, entri nel mio pensiero.
Come ti ho vista e non ti ho scoperta, in attesa di spogliarti e donarti a me, al pari di donna, finta ritrosia di carne che attende carne a cui unirsi nei sensi.
E allora non vado avanti, un pezzo alla volta sarai il denudarti.
Piuttosto mi ripiego all'indietro, e di un ritorno voglio parlarti.
Sono qui per essere maestro, lo sai, sai di quella dea che volle togliersi da benda per condurmi a te, del mio arrivo e del m...
Palazzo de' Pitti col suo giardino da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 20, 202528 giugno 1590. Sera
I miei occhi avevano mai veramente guardato?
No, perché finora non avevano conosciuto un vero splendore.
Da tutto il giorno esso si muove lungo il mio corpo, nella mia testa.
A Pitti sono stato ricevuto proprio da chi in Inghilterra venne e me qui volle: Don Virgilio Orsini, terzo Duca di Bracciano e nipote di Sua Altezza Ferdinando I.
Oh, giusto in quelle giornate trovarmi io a Southampton, presso il conte!
Posso usare una ripetizione?
La mia fortuna è stata che la fortuna sa fare entrare in porto anche le navi sen...
Storia di Regalpetra: la mafia entrò nel gioco elettorale da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 20, 2025Fu per merito dei Lascuda che a Regalpetra, come in altri paesi della Sicilia, la mafia entrò nel giuoco elettorale; la mafia reclutava gli elettori, il giorno che presiedeva la votazione gli raccoglieva tutti, li chiudeva nei magazzini dei Lascuda, arrosto e vino a volontà, per tutta la notte dentro i magazzini ubriachi marci, l'indomani come un branco venivano ad accompagnati alle urne, la scheda già pronta in tasca.
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Reg...
Storia di Regalpetra: passarono i garibaldini da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 19, 2025Passarono i garibaldini da Regalpetra, misero un uomo contro il muro di una chiesa e lo fucilarono, un povero ladro di campagna fucilato contro il muro della chiesa di San Francesco; se ne ricordava il nonno di un mio amico, aveva otto anni quando i garibaldini passarono, i cavalli li avevano lasciati nella piazza del castello, il tempo di fucilare quell'uomo e via, l'ufficiale era biondo come un tedesco.
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Il viaggio e la città vista dalla collina da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 19, 202528 giugno 1590. Pomeriggio
Mi siedo, e a questo tavolo sono già pronti un pennino, un calamaio e fogli bianchi, sottili e costosi.
Quale invito!
Sì, lo raccolgo come fiore dalla terra, parlo di me a me e scrivo piano, in questa lingua che stimo la più elegante, la più copiosa di tutte, dopo la greca e la latina, primogenite sorelle.
Eccomi, sono a Firenze, è finito il mio viaggio durato giorni e poi giorni, e voglio ora dirne, ricordare la ragione che ad esso mi condusse, e qui in città, perché nel ricordarla vengo ancora percorso da brividi...
Firenze 24 giugno 1591 da «Viaggio a Firenze» del 1591 di William Shakespeare
Dec 18, 2025Firenze 24 giugno 1591
Mia adorata,
tutti commettono colpe e io ne commisi, e la più grave ora, perché vado, ritorno nella mia Inghilterra, e mai ti dissi che questo giorno sarebbe giunto.
Col mio silenzio e la mia continua presenza ti illusi d’eterno, non ti parlai di quella moglie che m'attende e mi richiama, dei miei figli.
Pago, rinunciando al tuo amore, un pomeriggio d'agosto, un prato e il corpo mio nel suo, un seme che si partì fecondo, così mi ritrovai sposato e non avevo che diciotto anni.
Lei già ventisei, e si chiama A...
Storia di Regalpetra: il Dizionario Geografico del 1819 da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 18, 2025Il citato Dizionario Geografico del 1819 dice di Regalpetra - «Popolazione 7.360. distante 16 miglia dal mare africano, e 68 da Palermo.
Esporta grano, vino, e zolfo, perché ha delle solfatare nei suoi contorni; abbonda di solfato di calce ossia gesso bellissimo, e vi si rinviene pure del salgemma».
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Regalpetra, si capisce, non esiste: "ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è puramente casuale". Esistono in Sicilia tanti paesi che a Regalpet...
Storia di Regalpetra: nel 1819 da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 18, 2025Nel 1819, in un Dizionario Geografico, Statistico e Biografico della Sicilia stampato a Palermo, Regalpetra è considerata ex feudo: la riforma dei Sant’Elia era già stata attuata, ma buona parte del territorio era in mano dei preti, il Reggio Commissario Venturelli, mandato qualche anno avanti a vedere perché tanto si agitassero i borgesi di Regalpetra con suppliche e ricorsi, non poteva fare a meno di notare che «a chiare note si vede d'essere aggravati borgesi e i bracciali (braccianti) in maggiori somme dei gentiluomini; e i preti e li manimorte affatto non sono compresi della tassa d’ogni anno, perché credono d'essere...
Duration: 00:10:05L'addio a Napoli da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 16, 2025Mercoledì 20 settembre 1860
Il porto è un luogo meraviglioso per un'anima stanca delle lotte della vita.
V’è una specie di aristocratico piacere nel contemplare tutti i movimenti di chi parte o di chi torna, di chi ancora ha la forza di volere, il desiderio di viaggiare o di arricchirsi.
Appoggiato al molo, ho riletto questa prosa per trovarvi unicamente che mi ero preannunciato: non solo restavo lontanissimo dal mio misterioso e brillante modello, il Viaggio in Italia di Goethe, ma facevo anche qualcosa di estremamente diverso.
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Porto
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Il miracolo di San Gennaro da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 16, 2025Mercoledì 19 settembre 1860
Da un'immensità di piaceri, sto per tornare alla miseria, al nulla.
Così è il mio irrimediabile destino.
Fatico, stasera, a tenere in mano la penna, a ricordare tutto ciò che ho goduto sotto l'occhio bruciante del sole.
Sono altri pensieri che mi avvinghiano, muti e nemici, in queste ore che precedono la partenza: la condanna alla solitudine; il luogo dove non sarò; la donna che non conoscerò; i fiori mostruosi.
L'altro ieri ho strappato la lettera di mia madre; l'ho guardata, in piccoli pezzi, andarsene al vento.
Ero con Edgar: il pomeriggio pareva v...
Dalla Pizzeria Port'Alba alla Taverna del Cerriglio da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 16, 2025Lunedì 17 settembre 1860
Lo scorso venerdì è arrivata una lettera di mia madre.
Giace ancora qui sulla scrivania, nella busta chiusa.
Che stupida sfida, non leggerla! Avrei voluto, invece.
Poi risponderle, metterle a nudo la mia anima, parlarle di quel tempo d'infanzia, bei giorni di attenzioni materne, passeggiate e carezze infinite. Lei era unicamente mia.
Non ho aperto la lettera, non le ho scritto parole che ora potrebbero risuonare come giustificazione.
Sono rimasto ad ascoltare il silenzio delle strade, con la penna tra le mani e i fogli sparpagliati sui quali non volevo dipingere malinconia e in...
I poeti incontrano i poeti da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 16, 2025Giovedì 13 settembre 1860
Ho dentro più ricordi che se avessi mille anni: quelli dolorosi, infuriano nel mio animo come grandine gelida quando si rotola per le vie della città; sarebbe bello poter estirpare quel che mi affligge, ora che abito la felicità.
Arrivando a Napoli ho sentito lo stesso sentimento che dovettero provare i mangiatori di loto nel momento in cui, sbarcando in un'isola incantata, sentirono nascere dentro di sé il desiderio di non rivedere più le loro mogli, i figli, le loro case.Io non ho moglie, non ho figli, non ho una casa. In Francia, dovunque io sia...
Il Caffè con le tre "C" da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 16, 2025Martedì 11 settembre 1860
(incontro con il Marchese di Caccavone)
È un mattino chiaro e scintillante, sulla finestra si abbatte un diluvio di sole che pare richiamare alla Vita; i rumori della strada scandiscono i risvegli, diventando via via più forti, come nelle ouverture di un concerto, e pure io indugio, crogiolandomi sulla morbidezza di questa lingua. Il mio segreto.
Dal salotto giungono voci, tintinnare di tazze, profumo di caffè e latte: sarà forse arrivato il mio nuovo amico?
Lo immagino sedersi a divagare lo sguardo alle scale, in mia attesa.
Mi perdonerà, l'uomo non deve prender...
Storia di Regalpetra: nel 1645 da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 15, 2025Nel 1645 della peste restava un ricordo di castigo e di redenzione: Regalpetra contava case 12.236 ed abitanti 5.106.
Il terzo Girolamo, che era andato a cacciarsi in una congiura contro la sovranità di don Filippo IV, grazie a un servo di nome Mercurio e a gesuita padre Spucces cui il servo svelava la trama, moriva giustiziato a Palermo, in buona compagnia di nobili e di giureconsulti.
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Regalpetra, si capisce, non esi...
Storia di Regalpetra: nell'anno 998 da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 15, 2025Nell'anno 998 dell'era cristiana il governatore arabo di Regalpetra scriveva all'Emiro di Palermo «Ho numerato tutti ed ho trovato esservi 446 uomini, 655 donne, 492 figliuoli e 502 figliuole».
Sotto la signoria di Girolamo primo del Carretto il numero degli abitanti era di 4.447.
Ma sotto il secondo Girolamo, a causa del terraggio e del terraggiolo è di tutti gli altri baselli, la popolazione notevolmente diminuisce - «i regalpetresi lasciavano il paese per affidarsi a un più umano signore».
Le tasse tirannicamente raddoppiate, tali rimasero sino al 1783; anno in cui i borgesi di Regalpetra avanzarono supplica al Segretario Regio e questi si degnò ad accordar...
Storia di Regalpetra: il Conte del Carretto da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 15, 2025Il Conte stava affacciato al balcone alto tra le due torri guardando le povere case ammucchiate ai piedi del castello, quando il servo Antonio di Vita «facendosi da presso, l'assassinò con un colpo d'arma da fuoco».
Era un sicario, un servo che si vendicava; o il soggetto scaturiva da una più segreta e appena sospettata vicenda?
Donna Beatrice, vedova del Conte, perdonò al servo di Vita, e lo nascose, affermando con più che cristiano buon senso che «la morte del servo non ritorna in vita il padrone».
Comunque, la sera di quei 6 maggio 1622, i regalpetresi certo mangiarono con la sa...
Storia di Regalpetra: la chiesa del Carmine da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 15, 2025Nella chiesa del Carmine c'è un massiccio sarcofago di granito, due pantere rincagnate che lo sostengono.
Vi riposa «l’illustrissimo Don Girolamo del Carretto, conte di questa terra di Regalpetra, che morì ucciso da un servo a casa sua, il 6 maggio 1622».Se ne parlava tempo addietro col parroco del Carmine.
Mi piacerebbe vedere com'è, dicono sia stato imbalsamato - disse il veterinario comunale.
Un'idea folgorò il parroco, disse - farò aprire il sarcofago, chi vuole vedere il conte pagherà cinquanta lire, la mia chiesa ha bisogno di tante cose.
Invece ha avuto venti milioni dal governo per restaur...
Prefazione da «Le parrocchie di Regalpetra» di Leonardo Sciascia
Dec 07, 2025Nel 1954, sul finire dell'anno scolastico, mentre compilavo quell'atto di ufficio che è, nel registro di classe, la cronaca (appena una colonna per tutto un mese: ed è, come tutti gli atti d'ufficio, un banale resoconto improntato al tutto va bene), mi venne l'idea di scrivere una più vera cronaca dell'anno di scuola che stava per finire.
E la scrissi in pochi giorni, e qualche pagina a scuola, mentre i ragazzi disegnavano o risolvevano qualche esercizio di aritmetica.
Avevo una quinta, e di ragazzi che mi portavo dietro fin dalla seconda: molto affezionati, dunque; e io a loro.
Mi capita, quan...
Tra il Gambrinus e Piedigrotta da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 07, 2025Sabato 8 settembre 1860
Paiono ondeggiare le stelle, stasera, tra il capolino di volubili nuvole e i lampi ora lontani che a tratti rischiarano il cielo.
Napoli è una città di lunga estate, non conosce le brune parigine, gli anticipi delle tenebre del gelo.
Le piogge settembrine sono capricciose e rapide, pari a un occhio assonnato che si apre nel firmamento per richiudersi vinto dopo pochi battiti di ciglia.
Il clima muta appena; l'acqua asciuga la polvere, muove l'aria in una briosa danza di valzer che impone la curiosità dell'ammirazione.
Luoghi narranti narrati o citati: N...
Ritorno nel Fùcino da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Dec 06, 2025Aprile 1955
I picchi della catena montana del Velino, che circondano la conca del Fucino, sono ancora ricoperti di neve.
Ad Avezzano si respira un'aria fine che sembra dare più forze.
La vita ha un ritmo più vivace di sei o sette anni fa.
Per le strade passano in fretta la mattina, impiegati dell'Ente Fucino, il traffico automobilistico è notevole dato l'aumento anche delle macchine private.
Per tanti segni ci si accorge che il tenore di vita è migliorato: dai vestiti che la gente indossa alle vetrine dei negozi che espongono cucine a gas o apparecchi radio, ha u...
Via Toledo da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 05, 2025Venerdì 7 settembre 1860
Città particolare, Napoli, meravigliosa.
Che giornate vi sto trascorrendo!
Ieri mi sono trattenuto a lungo a fantasticare, disteso sulle coltri profumate, con gli occhi persi in quelli bui della notte.
Il sonno è arrivato senza bussare, come un ospite indesiderato e maleducato; prima che io potessi riunire le ultime sensazioni e farne parole di viaggio, si è impadronito della mia coscienza con la sua sinfonia muta e misteriosa.
Ma stasera non mi lascerò vincere: è bella l'ora in cui la felicità sa unirsi al silenzio, in cui le ombre si adagiano sulla mia mano stretta alla pen...
Al decumano inferiore da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Dec 03, 2025Giovedì 6 settembre 1860
Mi ha svegliato all'alba un gatto sensuale: gemeva come una donna tra i piaceri dell'amore, con voce roca e dolce, mentre il mattino stropicciava gli occhi e una sfera di luce appena rosata tentava i miei desideri e il mio orgoglio, posandosi sui fogli ancora immacolati.
Solo poche ore fa, al rientro, li ho guardati a lungo senza fermarmi.
Ciò che certi pensieri, sia che escano da me o che si slancino dalle cose, diventano in breve troppo intensi.
I miei nervi eccitati avrebbero offerto a questa opera che vuole essere musica, null'altro che...
Le capanne di San Cataldo da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Dec 03, 2025Gennaio 1955
Per arrivare a San Cataldo bisogna inerpicarsi con la «campagnola» per una mulattiera tutta gobbe e improvvisi scoscendimenti, che si avvolge alla costa della montagna e si addentra poi nel bosco.
L'anno scorso, quando l'Ente di Riforma non aveva ancora la «campagnola» e anche quest'inverno, quando il fango troppo spesso s’avvinghiava alla macchina imprigionandola, il capo azienda Pasquale Tripputi, un giovane dottore in agraria, e gli altri due giovani tecnici che mi accompagnano, Mario Ciranna e Bonaventura Sanza, hanno fatto spesso questo percorso a cavallo.
Tripputi ha rischiato due o tre volte di annegare nella f...
Gaeta abbandonata da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Dec 02, 2025Febbraio 1955
Nel «Salone» di Piazza Roma che, sul molo, si allarga in uno spiazzale fangoso dove posteggiano carrozzelle e due o tre macchine, c'è una strana animazione.
I due Barbieri (uno giovane, con folti mustacchi, l'altro, più anziano, con capelli rossicci) si fanno continuamente sulla porta.
Sono appena arrivato a Gaeta e non conosco nessuno.
Sono il primo cliente di questo pomeriggio.
Piove rado e il mare sembra morto, quasi non si sente.
Scendendo con la macchina dal bivio di Formia, ho costeggiato per circa 2 km, alla mia destra, case popolari a due o tre...
La prima giornata a Napoli da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Nov 30, 2025Martedì 4 settembre 1860
È quasi mezzanotte, anche stasera sono allo scrittoio dalle forme languide e morbide.
Che aspetto prendono questi fogli macchiati dalle mie fantasticherie?
Lo confesso: sfogliando, sulla nave, il bel libro “Viaggio in Italia” di Goethe, mi ha ossessionato l'idea di tentare qualcosa di analogo.
Il mio spirito di competitività! Posso io paragonarmi al mio brillante modello?
No, la sua prosa è sublime!
Mi sconforterà, alla fine, rileggermi, eppure non riesco ad allontanare lo sfrontato folletto suggeritore: fa il rumore fragoroso di un palazzo di cristallo infranto dal fulmine.
Proseguo con questo scritto, dunque, u...
Il mio buon angelo da «Viaggio a Napoli» 1860 di Charles Baudelaire
Nov 28, 2025Lunedì 3 settembre 1860
Forse ha ragione il mio Editore, la volontà non è un organo.
Allora, come a lui, dico a me stesso che è un fluido, e scorrendo nelle mie mani si scioglie in parole sulla carta.
Le parole dovevano essere indirizzate a mia madre anche se, ahimè, sono così maldestro nello scrivere! Le lettere, poi! Una lettera mi costa più che scrivere un volume!
Eppure sentivo il bisogno di ringraziarla per aver finanziato questo viaggio, per avermi allontanato da Parigi e dai creditori che mi opprimono.In lei, lo so, c'è la segreta speranza che questo soggiorn...
I segreti di Potenza da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 28, 2025Dicembre 1954
Potenza conta con le frazioni contadine 34.000 abitanti.
È raccolta sul crinale di una montagna, alta circa 850 metri sul mare, e fa una bella impressione con i palazzi moderni schierati come in parata.
Nel dopoguerra ha avuto un grande sviluppo edilizio: sono sorti quartieri nuovi a Montereale, a Santa Maria, a San Rocco, alla stazione ferroviaria.
Tutto con i soldi dello Stato.
L'arcivescovado si è costruita una sede grandiosa.
Una chiesa di indescrivibile bruttezza, con un campanile che sembra un silos è stata elevata alle pendici di Montereale.
È stata come mi dice P.C., l'epopea dei g...
Roma fuggitiva da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 27, 2025Qualunque discorso tende a diventare rapidamente archeologico.Attorno a Roma c'è «quella cosa immensa e spappolata», che è Roma, e si estende come un corpo ameboide.
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È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sv...
L'estate si scioglie in nebbia da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 27, 2025L'estate si scioglie in nebbia di caldo, in vapori che salgono improvvisi dai selciati roventi, dopo che vi sono scorsi tumultuosi e gonfi ruscelli caduti dal cielo e dalle grondaie, uscite dalle condutture con gialle ombre di tempesta.
Roma è avvolta in quel fumo tiepido di acqua, vi nuota dentro, si avvolge in quel tiepido umidore come in un bagno.
Il sole infuoca e asciuga quelle miriadi di gocce impalpabili come un gran ferro da stiro che asciughi i panni bagnati delle pietre della città.
E già di nuovo il cielo si oscura in un attimo, e cadono rigi...
L'avvocato dei contadini da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 27, 2025Ottobre 1954
In che modo i comunisti siano riusciti a conquistarsi la simpatia, e, spesso, la fiducia dei contadini meridionali, legati a tradizioni religiose umane opposte alla ideologia che si rappresentano, l'ho potuto capire a Potenza dove ho conosciuto il signor Laus organizzatore contadino e dirigente dell'Associazione dei Contadini del Mezzogiorno.
Laus è di Rionero, un paese del Vulture, e, come dice il nome, discende da vecchi immigrati albanesi.
Fino a otto o nove anni fa era, anche lui un «cafone», è un uomo di bassa statura, bruno, un po' sperato, dagli occhi vivi e furbi, dalla faccia intelligente e dal...
San Rocco e il mago da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 26, 2025Ottobre 1954
La processione di San Rocco dura quasi sei ore.Comincia verso le 17 e solo alle 21.30 passa per il corso dove la folla si schiaccia ai muri delle case.
La statua si ferma ogni mezzo metro per permettere ai fedeli di fare le offerte.
Un uomo del Comitato prende dalle mani del devoto il biglietto o lo raccoglie al volo, lanciato da una finestra e da un balcone e lo appunta, con uno spillo, alla veste del Santo.
Per la festa di San Rocco arrivano maghi e cartomanti.
Quest'anno ce ne sono due: Madama...
La città dei fratelli da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 26, 2025Me ne andavo quest'oggi lentamente, quasi oziando, con la mia automobile, per i viali di Villa Borghese: facevo un lungo giro per evitare il centro della città, dove la circolazione, rivolgendosi contro se stessa, in quelle ore ristagna, come un fiume gonfio che porta rottami, detriti, terra e tronchi d'albero che si radunano a trattenere la furia e che, contro quello ostacolo che esso stesso ha creato, rallenta, e si ferma, e si ingorga e trabocca: in quel pantano, in quell'immobile labirinto, nessuno può trovare il filo e la strada d'uscita.
Il viale era piano e deserto.Soltanto, un po...
Il labirinto da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 25, 2025Si sentiva, oggi, a Roma al primo svegliarsi, nell'aria, nella città, nelle cose, il segno di un mutamento improvviso.
Il caldo brillante del sole aveva per la prima volta una qualità particolare, adulta, matura, priva di brividi interni, del freddo nascosto come un'angoscia giovanile nel tepore luminoso dei giorni precedenti.
Era piombata dal cielo l'estate. Il verde era ancora primaverile, ma già appariva compatto e denso come la pelle del viso di una giovane donna che ha lasciato ormai la liscia trasparenza adolescente.
Era una metamorfosi naturale, che colpiva per la sua subitaneità, come sempre avviene qui a Rom...
Il paese degli americani da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 25, 2025Agosto 1954
Il Vallo di Diano, venendo col treno da Sicignano, si spalanca inaspettatamente dopo la stazione di Polla: fino ad all'ora si è percorsa una zona collinosa che, pur essendo di colori meno spenti, fa pensare alle Montagne Lucane.
Ma la diversione della ferrovia porta in un paesaggio diverso: una vasta pianura coltivata da alberi di frutta, erba medica, grano, una terra feconda e ricca che produce di tutto.
Padula è uno dei paesi del Vallo, quasi ai suoi confini; domina la vasta distesa da una collina dalla quale si iniziano i contrafforti dell'Appennino Lucano, nella prima parte den...
L'inventore di Salerno da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 24, 2025Dicembre 1951
Il Circolo Sportivo è, a Salerno, in Via Roma, la strada che separa in due la città: da una parte il porto, il lungomare, i grandi palazzi pubblici, dall'altra i quartieri «popolari» delle Fornelle e dei Barbuti, con i vicoletti che si diramano dall'antico corso, Via Mercanti, stretto e tortuoso, dove i negozi si aprono l'uno accanto all'altro e la gente si urta passando.
Il circolo è frequentato da professionisti, da commercianti, da laureati all'inizio della carriera e da giovani che non sanno come impiegare diversamente la giornata.
Vi si gioca a scopone o a poker, si ascolt...
Un ragazzo che rubava autoradio a piazza Navona da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 23, 2025Una camionetta verde della polizia sta ferma in mezzo a Piazza Navona, strana su quel selciato difeso tutto attorno da uno scalino che lo riserva alle corse dei ragazzi, al volo intatto delle parole e dei richiami alla luce è chiusa incantata del sole, come in una valle tra i monti, alla lenta contemplazione.
Sta ferma tutto il giorno, di fianco alla fontana, al cavallo, al leone di pietra che beve mansueto, di fronte, a sorvegliare o a proteggere il ristorante dei «Tre Scalini». Un biondo maresciallo annoiato discute, paziente, con i ragazzi chiassosi che si affollano intorno, mentre, nell'ora soli...
La marrana e il morbillo da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 20, 2025Fino a non molti anni fa, Roma era ancora una città chiusa in un deserto pastorale, fatto di campagna solitaria, di distese bruciate, di ondulazioni giallastre, di paludi e di boschi.
La città finiva improvvisa e cominciava la campagna antica, popolata di greggi: una natura naturale, piena d'incanto, di silenzi ed insidie.
Questa natura si è allontanata tanto che a stento la si può raggiungere o ritrovare, e soltanto in qualche suo resto o residuo.
Ancora dieci anni orsono, le greggi transumanti attraversavano il centro di Roma nelle stagioni dei viaggi, scendendo dai pascoli delle montagne, verso le piane...
Gli ebrei di San Nicandro da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 20, 2025Maggio 1951
La ferrovia che da Gioia del Colle porta a Gravina attraversa un paesaggio brullo e malinconico.
Gli orti, gli agrumeti, i filari di alberi da frutta, che si succedevano senza intervalli, lungo la costa, fino a Bari, hanno ceduto il posto, nell'interno, ha una terra da cui affiora una pietra grigia e porosa come quella della pomice.
Con queste pietre i contadini hanno costruito muretti per delimitare i fondi o hanno elevato grossi mucchi sul terreno.
È la terra delle Murge, l'altro volto della Puglia, quello che essa ha in comune con il Mezzogiorno agricolo ar...
Il calzolaio di Gravina da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 18, 2025Maggio 1951
La ferrovia che da Gioia del Colle porta a Gravina attraversa un paesaggio brullo e malinconico.
Gli orti, gli agrumeti, i filari di alberi da frutta, che si succedevano senza intervalli, lungo la costa, fino a Bari, hanno ceduto il posto, nell'interno, ha una terra da cui affiora una pietra grigia e porosa come quella della pomice.
Con queste pietre i contadini hanno costruito muretti per delimitare i fondi o hanno elevato grossi mucchi sul terreno.
È la terra delle Murge, l'altro volto della Puglia, quello che essa ha in comune con il Mezzogiorno agricolo ar...
Calcio e letterati da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 18, 2025L’influenza avvolge la città di Roma come una bruma sottile di tiepide goccioline di sudore: un'influenza leggerissima, quasi inesistente, una febbretta che se la misuri scompare, una stanchezza che non sai se venga di dentro o di fuori, dal tempo incerto e mutevole, dalla fatica o dalla minuscola epidemia; una sorta di noia, o disgusto che non sai se venga dallo spirito e dalla moda letteraria del tempo o dai nuovissimi virus che si diffondono invisibili.
In questo stato di incertezza svogliata, mentre non sai se devi considerarti sano o malato, se devi stare a letto o alzarti ed u...
I giocattoli giapponesi da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 17, 2025Col passare degli anni, le feste, le grandi feste collettive, devono apparire, a chi invecchia, sempre meno gradevoli e tollerabili, sempre più obbligatorie, rituali e conformistiche, sempre più prive, fino a mancarne del tutto, di quell’aria di attesa e di speranza, di quel piacere dell'azione comune e dell'occasione, di quel vago immaginare degli incontri e delle scoperte, che gli rimangono soltanto come un dolente ricordo dell'età giovanile e perduta.
E certo il conformismo della festa è un fatto reale per chi in altri tempi l'ha vissuta o contemplata, poiché essa, salvo trascurabili varianti della moda, si ripete identica nel suo cara...
Le bandiere di San Severo da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 17, 2025Maggio 1951
San Severo è un paese vasto, intersecato da lunghe strade, che si aprono tra file di case costruite senza una precisa architettura.
Si è esteso, come tutti i paesi del Tavoliere, senza una regola.
Conta 50.000 abitanti. I proprietari e in genere il ceto medio, impiegati e commercialisti, abitano quasi tutti al centro.
Nei «riali», che si prolungano fino all'estrema periferia, sono le abitazioni dei contadini poveri e dei braccianti.
Alcune di queste strade si chiamano con nomi significativi: Via Perseveranza, Via Progresso, Via Libertà, Via Riforma.
Qui, in una stanza, il sottano, vive una famigl...
Il colcos di Pocaterra da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 15, 2025Marzo 1950
Tonini è un contadino padovano di una quarantina d'anni.
Parla con quel dialetto stretto che usano nelle campagne venete e, anche quando si esprime in italiano, pronuncia le parole con una cadenza canterellante.
È seduto sul muricciolo dinanzi al magazzino del consorzio a Borgo Sabotino, uno dei sedici borghi dell'Agro Pontino, che porta come tutti gli altri il nome di un campo di battaglia dell'altra guerra.
Sono con lui altri quattro coloni tutti veneti.Borgo Sabotino è a pochi chilometri dalla costa e possiede una spiaggia frequentata d'estate dalle famiglie degli impiegati di Latina con cui è collegato da u...
Le tarme da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 14, 2025In nessun luogo come a Roma, forse, si lanciano dalle finestre, dalle terrazze, dai tetti, al finire dell'anno, tanti oggetti, che, fracassandosi sui selciati, simboleggiano il male, e il massimo dei mali: il tempo.
Non li si gettano con la distaccata abitudine rituale di altrove, ma come una specie di ferocia diretta e quasi di personale violenza, che non si sa se sia rivolta piuttosto contro gli oggetti stessi che vengono lanciati, o la terra su cui precipitano, o gli immaginari nemici sconosciuti che si fantasticano esistere per le strade, o il gesto solo di lanciarli, o se stessi; o...
Incontri in Calabria da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 14, 2025Gennaio 1950
La stazione Le tappe del mio viaggio nel Crotonese sono contrassegnate dalle lunghe soste alle stazioncine disseminate lungo la ferrovia.
Mi passano dinanzi agli occhi le facce del capostazione di Cassano, di quello di Pietrapaola e di quello di Strongoli.
Bisognerebbe scrivere la storia di questi eremiti moderni.
D'inverno un vento forte che viene dal mare batte le costruzioni isolate e sembra stia sempre per strapparle via, di peso, rotolandole lungo le gobbe del terreno.
D'estate il sole cade a picco, le inchioda mentre, intorno, tutto è terra bruciata e le selci bianche, tra le...
Sostanza e accidente da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 13, 2025Ci sono al mondo delle cose che appaiono meravigliose, tanto più quanto lontane dalla nostra abituale esperienza; e che, per via delle coincidenze, o permanenze, e accostamenti tanto evidenti quanto imprevedibili, fanno chiara la verità.
Venerdì scorso avevo passato gran parte del pomeriggio immerso nei libri di Stendhal, occupato come ero a finire urgentemente un saggio-prefazione per la traduzione di “Roma, Napoli e Firenze”: uscito poi di casa, tutto pieno l'animo e la mente di quelle sue folgoranti considerazioni italiane, delle sue immagini di questa terra così amata, fatta di passione di energia sublime e di naturalezza sotto l’estranea cr...
Dopo la festa da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 12, 2025Così, le Olimpiadi sono finite, e anche Roma ritorna alla vita di ogni giorno, come tutte le città e i villaggi e le campagne, dove non c'è stata, dove non c'è mai vacanza dal lavoro e dal bisogno. I giochi sono stati uno spettacolo bellissimo da ogni punto di vista: colori di pace, bandiere, forza, giovinezza, affascinante misura della potenza ai limiti dell'uomo.
Sono stati uno spettacolo così bello, che perfino i vecchi romani impenetrabili, queste tartarughe catafratte, queste lucertole sui loro muri incrostati di tempo, hanno finito per interessarsene.
Uno di questi vecchi diceva, al caffè, il primo g...
La gerarchia del latifondo da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 12, 2025Gennaio 1950
A Isola Capo Rizzuto è possibile cogliere l'articolazione sociale ed economica del latifondo calabrese, scrutare gli intricati rapporti che legano gli uomini alla terra.
Qui la proprietà non ha subito nessuna di quelle frane che si sono verificate in altri paesi del Crotonese, ed è ancora legata ai vecchi nomi baronali dei Baracco, dei Berlingieri, dei Galluccio, dei Gaetani, che continuano a governare da secoli con i loro scrivani, i loro tavoli tarlati, i vecchi registri polverosi.
Isola Capo Rizzuto dista venti chilometri da Crotone, ma è come se fosse distante da ogni centro civile.
È veramente un'isola in un...
Un paese solitario da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 11, 2025Dicembre 1949
Le stazioni della linea ferroviaria Sibari-Crotone portano i nomi di paesi invisibili, nascosti fra le curve dell'Altopiano.
Pietrapaola è una di questi paesi, a sessanta chilometri da Crotone, e la sua stazione è uno dei tanti piccoli dadi disseminati lungo la ferrovia in aperta campagna, di fronte al mare deserto da cui i gabbiani volano a volte fino a terra a mescolarsi coi passeri.
Qualche casamatta in cemento armato, colle occhiaie vuote di cannone, e qualche fosso anti sbarco testimoniano che qui durante la guerra c'erano stati degli uomini.
Ora la campagna è deserta come il mare, senz...
Un bambino che vola da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 11, 2025Sotto il sole tardo dell'estate, anche la vecchia faccia di Roma è cambiata.
Allegri e bandiere si muovono al vento, e le insegne, o gli stemmi, le bande, le strisce, le stelle, le falci, i martelli, i soli, le mezze lune, i colori di tutte le nazioni; e un popolo di atleti si accampa, alcuni bellissimi, i campioni armoniosi e sereni, molti comuni gli aspetto, simili agli uomini di tutti i giorni, altri in qualche modo condizionati nella forma agli esercizi in cui eccellono, corpi lisci di pesci, teste rotonde, colli di tori o di tartarughe, farfalle, grilli, giraffe, giganti e...
San Lorenzo e San Paolo da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 10, 2025Pesa l'estate con nubi giallastre di caldo nel cielo greve, che un vento alto, africano, trascina e disperde: poi, improvvise, mutano le correnti dell'aria, e un fresco subitaneo sopraggiunge, come una vitale contraddizione.
Roma sta, assolata, imbandierata, fracassata, trasformata in un labirinto senza filo, sotto quelle ventate transitorie, in attesa delle Olimpiadi, della gente di ogni colore che verrà: forse, piuttosto, senza alcuna vera attesa, né curiosità per quella invasione multicolore.
Nelle sue strade, impraticabili e obbligate, sembra che Roma si prepari, senza mutamenti, come ogni anno, alla deserta solitudine dei giorni festivi, ma forse anche lei qualche cosa...
Don Giovanni e il lotto da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 10, 2025Agosto 1949
A chi viene dalla via Stella Polare, ai margini di Napoli, dove sono larghi spiazzi ripuliti delle macerie delle case distrutte, Borgo Loreto appare come un quartiere orientale col suo agglomerato di catapecchie da cui emerge il campanile della chiesa della Madonna del Carmine.
In una via di Borgo Loreto, che era durante l'occupazione uno dei quartieri più malfamati di Napoli, mi aspettavano Don Giovanni il Boia e Pascale ‘o Salaiuolo.
Don Giovanni il Boia è uno di quelli che è riuscito a salvarsi dalla crisi generale determinatasi a Napoli, dopo la partenza degli alleati.
Non fa nes...
Il risveglio di Napoli da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 08, 2025Agosto 1949
Il dottor E.G. appartiene alla buona società napoletana.
È un giovane intelligente che dirige un importante ufficio della città.
È iscritto al circolo dei canottieri e ogni domenica assiste alla partita di pallanuoto che ha luogo nello specchio di mare di Santa Lucia, vicino alla Bersagliera e a Zi’ Teresa, tifando per il suo club.
Talvolta, quando il lavoro glielo permette, si reca a consumare un gelato da Caflisch al lungomare, con gli amici, figli di industriali o giovani appartenenti alla vecchia nobiltà napoletana, che hanno conservato le abitudini di una tradizione di ricchi.
Il dotto...
La luna nuova da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 08, 2025Le immagini passano presto, svaniscono nell'ombra della memoria, quando, ogni giorno, altre le raggiungono e vi si sovrappongono, in un fluire tutto pieno, come le acque compatte e sempre nuove di un fiume rapido e tumultuoso.
Ma quella della notte del 13 settembre, dove tuttavia nulla avvenne che potesse essere visto con gli occhi, non si nasconderà nella nuvola del tempo.
Fu una notte commovente di sentimenti arcani, più vaghi, profondi e oscuri che il brillare fantasticante dell'immaginazione.
Tutti guardavamo la luna: una luna di tre quarti, limpida nel cielo sereno, con le sue figure e le sue mac...
Italia questa sconosciuta
Nov 08, 2025Prendo spunto da una trasmissione radiofonica odierna, durante la quale ho ascoltato, una volta di più, annaspare i conduttori e gli ascoltatori alla ricerca della geografia perduta della nostra penisola.
Già qualche giorno fa, nel mio lavoro quotidiano di ricerca dei luoghi italiani da suggerire agli ascoltatori dei miei podcast dei diari dei viaggiAutori del Grand Tour in Italia, mi era venuto di pensare come Google Map, pur(troppo) nella sua precisione, abbia rovinato la visione del contesto geografico che offre una mappa geografica cartacea; certo, c’è la possibilità di cliccare sul tasto che allarga la visuale, ma chi lo usa...
Viaggio d'estate da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 07, 2025L'estate, quest'anno, è scesa su Roma, pesante, spietata, come un oggetto invisibile che grava sulle cose; come se l'aria fosse solida, e premesse sulle spalle degli uomini come l'età, le cure, o la malattia: come uno zaino militare in una sudata marcia senza fine.
Nuvole grigiastre e confuse si formano nel cielo, come minacce incerte, e svaniscono nell'afa.
Sotto la vampa del sole, l'erba dei prati di Villa Borghese intristisce e perde il suo verde; la terra diventa polvere: sulla polvere e gli steli ingialliti giacciono le carte delle merende passate, gli avanzi di pane secco, invasi dalle formiche.
I pescatori di Terracina da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 07, 2025Giugno 1949
Massi Ercole di Terracina, di professione pescatore, è stato quattordici anni nella Marina Militare ed è diventato un po' miope a forza di lavorare sotto coperta nel locale delle macchine.
Per questo tiene a portata di mano un paio di occhiali di tartaruga cui manca una stanghetta e, ogni tanto, l'inforca per cercare qualche maglia sfuggita nella rete lunga 600 braccia a cui, insieme con altri pescatori, sta aggiungendo un pezzo nuovo.
Della permanenza al servizio della Flotta ha conservato un certo tono di comando e una diligenza accurata che gli fa dare esortazioni a bassa voce ai com...
Un americano a Lagopesole da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 06, 2025Aprile 1949
Il contadino Coviello Domenico, anni 65, vedovo, mezzo storto, di Lagopesole, coltiva in affitto 4 tomoli, oltre un ettaro e mezzo di terra, di proprietà del principe Doria, e possiede un porco e due galline.
Raccoglie 7 quintali di grano e quattro di granoturco, quando l'annata è buona.«domandategli», mi disse il giornalista americano, «quanto paga all'anno al proprietario». «Tre quintali di grano».
Il giornalista scrisse in inglese sul taccuino.
Eravamo arrivati a Lagopesole verso mezzogiorno partendo da Potenza alle 9 di mattina, attraverso strade rese infide dalla neve.
Il giornalista Theodoro White, con gli occhiali, un dente d'oro, l'i...
Cantano insieme i galli e l'usignolo da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 06, 2025Da molti anni, è raro che io mi alzi all'alba.
Mi avviene di farlo, a parte qualche occasione straordinaria, quasi soltanto se debbo partire per un viaggio, con uno dei primi treni del mattino.
In questo caso, quel tanto di inabituale, misterioso ed esotico che vi è in quest’ora solitamente nascosta e inesistente, mi trascina già altrove, in un luogo e in un tempo più lontani di quello dove il treno mi porterà.
La città invisibile taceva: ma nella villa l'aria era piena, attorno a me, di una musica altissima e continua: migliaia e migliaia di uccelli la colmavano...
Ragazze e alberi da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
Nov 05, 2025La primavera, a Roma, nasce adulta: non la vedi, se non per un caso fuggevole e raro, uscire freddolosa e tenera dall'inverno.
Quando la incontri, e te ne accorgi, è già grande, come certi ragazzi di crescita precoce, gigantesca che, nei loro giochi ancora infantili, sono più alti dei genitori.
Da molto tempo gli uccelli, sugli alberi del parco, sono tornati a cantare, prima uno solo, poi tutti gli altri insieme, in quel momento di crepuscolo che precede l'alba, quando pare che si sono, nel mondo addormentato, sotto le ultime stelle impallidite, siano in attesa, profeti pennuti di quella nas...
Il pane dei Torlonia da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo
Nov 05, 2025Maggio 1949
La terra dell'Abruzzo e rossa.
Un rosso che affiora tra le radici degli ulivi e delle viti, sotto la pelle grigia delle montagne nude.
Dopo Arsoli (l'ultimo paese della Lazio, venendo da Tivoli) la strada si arrampica oltre mille metri sull'orlo dei dirupi, fino a Tagliacozzo, poi comincia a scendere verso Avezzano, tra i filari dei platani e il verde più tenero delle piante.
Si annuncia il Fucino, la cui terra è invece diversa, grassa e molle, ancora fresca di passi degli uomini.
Avezzano è il centro più importante del Fùcino.
Le case basse...